martedì 27 agosto 2013
i giorni lenti dell'estate
E alla fine eccoci qui.
Anche quest’anno giorni di mare, mare, mare. Quel mare che tanto amo e che sembra guarire ogni mia tristezza.
Sono stati giorni colorati di tutte le sfumature dell’azzurro, blu di un blu profondo come il mare, verdi com’è verde la mia Isola ma anche turchesi, un po’, e un po’ gialli come il sole di mezzogiorno, quello più intenso.
Sono stati giorni lucidi di vento, da vivere in simbiosi con questo vento incostante e mutevole, che soffia e sbuffa, arriva e fugge via all’improvviso. Ogni giorno mi sento vento: brezza leggera, scirocco, maestrale ... annuso e mi lascio trasportare, lo accolgo sul viso, sulle braccia, sulle gambe, fresco e ristoratore.
Sono stati giorni quieti, lenti, da farsi cullare da tanta lentezza, da guardare il mare, le rocce, le onde, le colline e poi ancora mare, rocce, onde all’infinito. Giorni di spiagge ritrovate, di spiagge inesplorate e sorprendenti.
Sono stati giorni semplici di pensieri buoni e leggeri come farfalle, di suono di campane a scandire il tempo. Di orme sulla sabbia, conchiglie, legnetti e sassolini colorati nelle mani, un bottino prezioso da portarmi via e da riscoprire durante l’inverno con nuova meraviglia.
Sono stati giorni di sorrisi dolci e profumati, quelli cha nascono dalla calma serena delle piccole cose; sorrisi che ti sciolgono il cuore quando tuo figlio ti dice: “mamma, qui sei tutta fiori e porcellana...”.
giovedì 8 agosto 2013
mercoledì 26 giugno 2013
sabato 22 giugno 2013
un nuovo abbraccio
Cuore nel cuore. E respiro nel respiro.
Così vicino a me, tanto da non vederti.
Oltre la tua spalla vedevo in lontananza un monte oscuro.
Ero protesa in uno slancio quasi a oltrepassarti.
Sentivo battere il cuore impazzito delle stelle.
Accoglievo il vento affannato, rivestito di foglie.
Mi aprivo alle ombre dei boschi che venivano incontro
e ai rami che si aprivano ad abbracciare la notte.
La lontananza inspiravo in un sorso enorme.
Premevo vento, nubi e stelle al mio petto.
E nel cerchio stretto di un abbraccio
ho rinchiuso l'infinito intero del mondo.
Così vicino a me, tanto da non vederti.
Oltre la tua spalla vedevo in lontananza un monte oscuro.
Ero protesa in uno slancio quasi a oltrepassarti.
Sentivo battere il cuore impazzito delle stelle.
Accoglievo il vento affannato, rivestito di foglie.
Mi aprivo alle ombre dei boschi che venivano incontro
e ai rami che si aprivano ad abbracciare la notte.
La lontananza inspiravo in un sorso enorme.
Premevo vento, nubi e stelle al mio petto.
E nel cerchio stretto di un abbraccio
ho rinchiuso l'infinito intero del mondo.
Abbraccio, Blaga Dimitrova
l'abbraccio - acquerello, pastello, tempera su carta - cm 33x12
domenica 19 maggio 2013
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finchè dura il pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello
che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord, qual è il nome del vento
che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto
Erri De Luca
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finchè dura il pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello
che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord, qual è il nome del vento
che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto
Erri De Luca
venerdì 19 aprile 2013
notte delle due lune
Arriva da lontano, silenziosa, spargendo nell’aria un leggero profumo di fiori e foglie. Il blu diventa più blu, la notte diventa più notte e non ti accorgi nemmeno ma eccole lì, due lune sorelle, gemelle, amiche, confidenti. Non tutti riescono a vederle: i gatti, i sognatori, i marinai. Gli innamorati persi. Chi sta col naso per aria. E qualcuno in più. Lune d’argento, lune danzanti, lune che si nascondono, sorridono, lune che raccontano storie antiche, storie belle ma anche tristi, segreti inconfessabili e gioie infinite, voci lontane e vicine che poi il vento della notte mescola, ingarbuglia e si porta via. Notte delle due lune, magica e incantata, lontano, ritorni.
acquerello, pastello, tempera su carta - cm 32x32
"Il sole mandò l'orsa maggiore a prendere la luna quella sera
col grande carro
E la luna uscì con un meraviglioso vestito di stelle ed un cappello pieno di sogni."
Roberta De Santis
giovedì 28 marzo 2013
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